Onde io pregio i morti, che già son morti, più che i viventi, che sono in vita fino ad ora.
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Il versetto 2 si trova nel capitolo 4 di Ecclesiaste. L’osservazione dell’oppressione porta Qoèlet a contemplare le lacrime di coloro che non hanno nessuno che li consoli e il potere dei loro oppressori. La sofferenza fa apparire persino il riposo preferibile a un’attività dominata dalla rivalità. L’immagine di una manciata accompagnata dal riposo, contrapposta a due manciate accompagnate dall’affanno, critica una vita guidata dalla competizione e dall’accumulo incessante. Il problema non è lavorare, ma trasformare il guadagno in una corsa senza fine.
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Confronta Ecclesiastés 4:2 nelle diverse versioni della Bibbia e osserva come cambia la formulazione in base alla traduzione. Queste differenze possono aiutarti a comprendere meglio il significato e il contesto del passo.
Da lobte ich die Toten, die schon gestorben waren, mehr denn die Lebendigen, die noch das Leben hatten;
Wherefore I praised the dead which are already dead more than the living which are yet alive.
Y alabé yo los finados que ya murieron, más que los vivientes que hasta ahora están vivos.
Et j'ai trouvé les morts qui sont déjà morts plus heureux que les vivants qui sont encore vivants,
Por isso eu louvei os que já morreram, mais do que os que vivem ainda.
因此,我讚歎那已死的死人,勝過那還活著的活人。
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