Io era in istato tranquillo, ed egli mi ha rotto; E presomi per lo collo, mi ha tritato, E mi ha rizzato per suo bersaglio.
Un versetto può donare speranza. Condividi questo messaggio di fede con una persona cara.
Il versetto 12 si trova nel capitolo 16 del libro di Giobbe. Giobbe definisce i suoi amici consolatori molesti e contrappone la propria situazione a ciò che farebbe se fossero loro a soffrire. Descrive Dio mediante immagini di un avversario che lo consegna alla violenza. Questo linguaggio va letto come poesia di lamento: esprime la percezione di Giobbe nel dolore, non una descrizione narrativa indipendente del carattere di Dio.
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Confronta Job 16:12 nelle diverse versioni della Bibbia e osserva come cambia la formulazione in base alla traduzione. Queste differenze possono aiutarti a comprendere meglio il significato e il contesto del passo.
Ich war in Frieden, aber er hat mich zunichte gemacht; er hat mich beim Hals genommen und zerstoßen und hat mich zum Ziel aufgerichtet.
I was at ease, but he hath broken me asunder: he hath also taken me by my neck, and shaken me to pieces, and set me up for his mark.
Próspero estaba, y desmenuzome: Y arrebatome por la cerviz, y despedazome, Y púsome por blanco suyo.
J'étais tranquille, et il m'a secoué, Il m'a saisi par la nuque et m'a brisé, Il a tiré sur moi comme à un but.
Descansado estava eu, porém ele me quebrantou; e pegou-me pela cerviz, e me despedaçou; também me pôs por seu alvo.
我本是安逸,他折斷我, 掐住我的頸項,把我摔碎, 又立我作他的箭靶。
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