Ma ora, stendi pur la mano, e tocca le sue ossa, e la sua carne; e vedrai se non ti maledice in faccia.
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Il versetto 5 si trova nel capitolo 2 del libro di Giobbe. La seconda scena celeste approfondisce la sfida. Satana sostiene che Giobbe potrebbe ancora rinunciare alla propria integrità se la sofferenza colpisse direttamente il suo corpo. Dio permette una nuova prova, ma ne stabilisce i limiti. Il racconto mantiene così una tensione tra la sovranità divina e il mistero della sofferenza, che occuperà gran parte dei successivi discorsi poetici.
Medita su questo versetto e condividi la tua riflessione o esperienza spirituale con la comunità. I tuoi commenti arricchiranno l'apprendimento di tutti.
Confronta Job 2:5 nelle diverse versioni della Bibbia e osserva come cambia la formulazione in base alla traduzione. Queste differenze possono aiutarti a comprendere meglio il significato e il contesto del passo.
Aber recke deine Hand aus und taste sein Gebein und Fleisch an: was gilt's, er wird dir ins Angesicht absagen?
But put forth thine hand now, and touch his bone and his flesh, and he will curse thee to thy face.
Mas extiende ahora tu mano, y toca a su hueso y a su carne, y verás si no te blasfema en tu rostro.
Pero extiende ahora tu mano y toca sus huesos y su carne. ¡Verás si no te maldice en tu misma cara!».
Mais étends ta main, touche à ses os et à sa chair, et je suis sûr qu'il te maudit en face.
Porém estende a tua mão, e toca-lhe nos ossos, e na carne, e verás se não blasfema contra ti na tua face!
但你若伸手傷他的骨頭和他的肉,他必當面背棄 你。」
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