Oscurinsi le stelle del suo vespro; Aspetti la luce, ma non ne venga alcuna, E non vegga le palpebre dell’alba;
Un versetto può donare speranza. Condividi questo messaggio di fede con una persona cara.
Il versetto 9 si trova nel capitolo 3 del libro di Giobbe. Dopo il lungo silenzio, Giobbe maledice il giorno della propria nascita. Non maledice Dio, ma desidera che venga cancellato dalla memoria il giorno che ha reso possibile la sua esistenza. La poesia esprime un dolore così profondo che la stessa esistenza appare come un peso. Questo lamento inaugura il dibattito senza risolvere ancora la causa della sofferenza.
Medita su questo versetto e condividi la tua riflessione o esperienza spirituale con la comunità. I tuoi commenti arricchiranno l'apprendimento di tutti.
Confronta Job 3:9 nelle diverse versioni della Bibbia e osserva come cambia la formulazione in base alla traduzione. Queste differenze possono aiutarti a comprendere meglio il significato e il contesto del passo.
Ihre Sterne müssen finster sein in ihrer Dämmerung; sie hoffe aufs Licht, und es komme nicht, und müsse nicht sehen die Wimpern der Morgenröte,
Let the stars of the twilight thereof be dark; let it look for light, but have none; neither let it see the dawning of the day:
Oscurézcanse las estrellas de su alba; Espere la luz, y no venga, Ni vea los párpados de la mañana:
Que se oscurezcan las estrellas de su alba; que espere la luz sin que llegue y no vea los párpados de la aurora.
Que les étoiles de son crépuscule s'obscurcissent, Qu'elle attende en vain la lumière, Et qu'elle ne voie point les paupières de l'aurore!
Escureçam-se as estrelas do seu crepúsculo; que espere a luz, e não venha; e não veja as pálpebras da alva;
願那夜黎明的星宿變為黑暗, 盼亮卻不亮, 也不見晨曦破曉 ;
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