Ecco, egli non si fida ne’ suoi servitori, E scorge della temerità ne’ suoi Angeli.
Un versetto può donare speranza. Condividi questo messaggio di fede con una persona cara.
Il versetto 18 si trova nel capitolo 4 del libro di Giobbe. Elifaz racconta un’esperienza notturna durante la quale una presenza gli comunica la fragilità umana davanti a Dio. Il suo argomento sottolinea che nessun mortale può considerarsi assolutamente giusto dinanzi al Creatore. L’affermazione contiene una verità teologica sui limiti dell’essere umano, ma nel dialogo verrà utilizzata per interpretare in modo insufficiente la situazione concreta di Giobbe.
Medita su questo versetto e condividi la tua riflessione o esperienza spirituale con la comunità. I tuoi commenti arricchiranno l'apprendimento di tutti.
Confronta Job 4:18 nelle diverse versioni della Bibbia e osserva come cambia la formulazione in base alla traduzione. Queste differenze possono aiutarti a comprendere meglio il significato e il contesto del passo.
Siehe, unter seinen Knechten ist keiner ohne Tadel, und seine Boten zeiht er der Torheit:
Behold, he put no trust in his servants; and his angels he charged with folly:
He aquí que en sus siervos no confía, Y notó necedad en sus ángeles
Si Dieu n'a pas confiance en ses serviteurs, S'il trouve de la folie chez ses anges,
Eis que ele não confia nos seus servos e aos seus anjos atribui loucura;
看哪,主不信靠他的僕人, 尚且指他的使者為愚昧,
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