Io altresì non ratterrò la mia bocca; Io parlerò nell’angoscia del mio spirito, Io mi lamenterò nell’amaritudine dell’anima mia.
Un versetto può donare speranza. Condividi questo messaggio di fede con una persona cara.
Il versetto 11 si trova nel capitolo 7 del libro di Giobbe. Giobbe si rivolge direttamente a Dio. Si domanda perché Dio sorvegli l’essere umano e perché non gli conceda sollievo. Arriva persino a chiedere perdono per una colpa che non identifica, domandandosi che cosa possa aver fatto per diventare oggetto di un’attenzione tanto dolorosa. La preghiera rivela un rapporto ancora vivo con Dio: Giobbe protesta proprio perché continua a rivolgersi a lui.
Medita su questo versetto e condividi la tua riflessione o esperienza spirituale con la comunità. I tuoi commenti arricchiranno l'apprendimento di tutti.
Confronta Job 7:11 nelle diverse versioni della Bibbia e osserva come cambia la formulazione in base alla traduzione. Queste differenze possono aiutarti a comprendere meglio il significato e il contesto del passo.
Darum will ich auch meinem Munde nicht wehren; ich will reden in der Angst meines Herzens und will klagen in der Betrübnis meiner Seele.
Therefore I will not refrain my mouth; I will speak in the anguish of my spirit; I will complain in the bitterness of my soul.
Por tanto yo no reprimiré mi boca; Hablaré en la angustia de mi espíritu, Y quejareme con la amargura de mi alma.
Por eso yo tampoco refrenaré mi boca: hablaré en la angustia de mi espíritu, me quejaré en la amargura de mi alma.
C'est pourquoi je ne retiendrai point ma bouche, Je parlerai dans l'angoisse de mon coeur, Je me plaindrai dans l'amertume de mon âme.
Por isso não reprimirei a minha boca; falarei na angústia do meu espírito; queixar-me-ei na amargura da minha alma.
「我甚至不封我的口; 我靈愁苦,要發出言語; 我心苦惱,要吐露哀情。
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