Ecco, quella notte sia solitaria, Non facciansi in essa canti alcuni.
Un versetto può donare speranza. Condividi questo messaggio di fede con una persona cara.
Il versetto 7 si trova nel capitolo 3 del libro di Giobbe. Dopo il lungo silenzio, Giobbe maledice il giorno della propria nascita. Non maledice Dio, ma desidera che venga cancellato dalla memoria il giorno che ha reso possibile la sua esistenza. La poesia esprime un dolore così profondo che la stessa esistenza appare come un peso. Questo lamento inaugura il dibattito senza risolvere ancora la causa della sofferenza.
Medita su questo versetto e condividi la tua riflessione o esperienza spirituale con la comunità. I tuoi commenti arricchiranno l'apprendimento di tutti.
Confronta Job 3:7 nelle diverse versioni della Bibbia e osserva come cambia la formulazione in base alla traduzione. Queste differenze possono aiutarti a comprendere meglio il significato e il contesto del passo.
Siehe, die Nacht müsse einsam sein und kein Jauchzen darin sein!
Lo, let that night be solitary, let no joyful voice come therein.
¡Oh si fuere aquella noche solitaria, Que no viniera canción alguna en ella!
Que cette nuit devienne stérile, Que l'allégresse en soit bannie!
Ah! que solitária seja aquela noite, e nela não entre voz de júbilo!
看哪,願那夜沒有生育, 其間也沒有歡樂的聲音。
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