Benchè io sia giusto, la mia bocca mi condannerà; Quantunque io sia intiero, ella mi dichiarerà perverso.
Un versetto può donare speranza. Condividi questo messaggio di fede con una persona cara.
Il versetto 20 si trova nel capitolo 9 del libro di Giobbe. Giobbe descrive Dio come un essere la cui forza nessun mortale può contrastare. Se tentasse di presentare la propria causa davanti a lui, teme che persino la sua difesa risulterebbe inutile. La tensione non consiste nel negare la giustizia divina, ma nel chiedersi come sia possibile affermarla quando l’esperienza personale sembra contraddirla.
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Confronta Job 9:20 nelle diverse versioni della Bibbia e osserva come cambia la formulazione in base alla traduzione. Queste differenze possono aiutarti a comprendere meglio il significato e il contesto del passo.
Sage ich, daß ich gerecht bin, so verdammt er mich doch; bin ich Unschuldig, so macht er mich doch zu Unrecht.
If I justify myself, mine own mouth shall condemn me: if I say, I am perfect, it shall also prove me perverse.
Si yo me justificare, me condenará mi boca; Si me dijere perfecto, esto me hará inicuo.
Suis-je juste, ma bouche me condamnera; Suis-je innocent, il me déclarera coupable.
Se eu me justificar, a minha boca me condenará; se for perfeito, então ela me declarará perverso.
我雖有義,我的口要定我有罪; 我雖完全,他必證明我為彎曲。
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